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La cura

Come precedentemente detto, quella che fino a poco tempo fa era chiamata “impotenza” oggi, con maggiore precisione, viene definita nel linguaggio medico corrente “disfunzione erettile”. Orbene, l’impotenza o disfunzione erettile, al di là di ogni discussione semantica sulla terminologia, è certamente una delle più frequenti complicanze del diabete mellito. Dalle indagini epidemiologiche eseguite in vari Paesi e anche in Italia si può desumere che la disfunzione erettile sia presente nei diabetici in misura tre volte superiore rispetto ai non diabetici. Nella popolazione adulta maschile non diabetica, la frequenza della disfunzione erettile è dell’ordine del 13% con variazioni dal 2-5% a 40 anni al 25-20% a 65 anni. Nei diabetici, invece, lo stesso problema è presente nel 15% dei casi fra 20 e 40 anni di età per arrivare a ben il 40-60% fra i 50 e i 70 anni.

Malgrado la frequenza con cui la disfunzione erettile si manifesta nella popolazione maschile diabetica e gli effetti negativi che essa può indurre sulla qualità della vita, questa anomalia non riceve ancora dai diabetologi e dagli stessi soggetti che ne sono portatori le stesse attenzioni riservate alle altre complicanze. Infatti, da un lato, non si è propensi a confidarsi col proprio medico o diabetologo per un problema vissuto molto spesso con sofferenza, nella propria intimità e, dall’altro, anche da parte del diabetologo, vi è una certa riluttanza ad affrontare direttamente un argomento considerato ancora un tabù a livello sociale e quindi marginalizzato anche sotto il profilo medico. Così, mentre si è molto rigidi ed esigenti nel consigliare un controllo periodico dell’emoglobina glicata (ogni 3 mesi) e della microalbuminuria, come indice precoce di danno renale e del fondo oculare (ogni anno), per svelare i segni premonitori della nefropatia o della retinopatia diabetica, spesso neppure una domanda è indirizzata per accertare la presenza di una anomalia che non costituisce di per sé un fattore di rischio per la vita, ma che può contribuire in larga misura a comprometterne la qualità.

Eppure, la disfunzione erettile non dovrebbe essere qualcosa per cui sentirsi imbarazzati o addirittura provare un senso di colpa. Avere una disfunzione erettile non significa essere infertili o incapaci di avere un orgasmo e una eiaculazione. Inoltre, in questi anni, a differenza del passato, si sono resi disponibili farmaci capaci di correggere questo difetto e altri ancora più efficaci sono appena stati commercializzati. È perciò ora che gli uomini che accusano una disfunzione erettile non siano più gravati dal mito che attribuisce al sintomo il significato di una perdita irreparabile di virilità-potenza. Ed è anche da auspicare che nel colloquio fra paziente e diabetologo facciano la loro comparsa alcune domande stimolate da entrambe le parti e volte ad accertare l’esistenza o meno della disfunzione erettile e, in caso affermativo, a illustrare i test diagnostici da eseguire e i rimedi da adottare.

Perché il diabete provoca disfunzione erettile?
Come abbiamo visto, il pene è una struttura eminentemente vascolare, provvista di un microcircolo particolarmente ricco e di una corrispondente innervazione. Un circolo capillare altrettanto esteso e altrettanto essenziale per la funzione dell’organo è nel rene (i glomeruli renali) e nella retina.
Il diabete, o per dir meglio l’eccesso di glucosio nel sangue che è alla base della sua stessa definizione, danneggia le strutture microvascolari, nel rene come nella retina, nel pene e in ogni altro organo e tessuto con vari meccanismi, ma soprattutto con due modalità. Infatti, il glucosio presente in eccesso si lega alla parete dei vasi e alle proteine strutturali dei tessuti, rendendole meno elastiche e impedendone quindi la distensibilità. Nel pene ciò comporta un difetto di dilatazione delle arterie e dei corpi cavernosi con conseguente minore afflusso di sangue e minore turgidità. Ma, prima ancora che questo avvenga, si verifica un difetto di liberazione nelle terminazione nervose e nei piccoli vasi della sostanza vasodilatatrice per eccellenza, il nitrossido, che, come abbiamo detto, è alla base di questo processo. La maggiore rigidità delle strutture, da un lato, e la minore disponibilità di NO sono alla base del difetto di erezione causato dal diabete.
La conoscenza acquisita in questi ultimi anni del ruolo svolto come mediatore chimico dal nitrossido, ha consentito di mettere a punto farmaci capaci per la prima volta di correggere con un meccanismo fisiologico la disfunzione erettile.

Vi sono condizioni che facilitano la comparsa di disfunzione erettile nei pazienti diabetici?
A parità di età, la disfunzione erettile è più frequente nel diabete di tipo 1 rispetto al tipo 2 ed è molto strettamente correlata con l’età del soggetto, la durata del diabete e il grado di controllo metabolico. Infatti, al pari delle altre complicanze, la disfunzione erettile sarà tanto più frequente quanto maggiore per intensità e durata sarà l’esposizione alla iperglicemia. Ne deriva che, al pari delle altre complicanze microangiopatiche del diabete, anche la disfunzione erettile può essere prevenuta mantenendo un controllo metabolico ottimale. Anche l’ipertensione arteriosa, le coronaropatie e vasculopatie periferiche costituiscono altrettanti fattori di rischio per la disfunzione erettile. E’ implicito in ciò che soggetti già portatori di altre complicanze (retinopatia, nefropatia, e particolarmente neuropatia) presentino con maggiore facilità segni di disfunzione erettile.
Fra i tanti attributi negativi, l’abitudine al fumo ha anche quella di favorire, in maniera determinante, la comparsa di impotenza. Del pari, è necessario indagare il possibile ruolo di farmaci assunti per altre patologie frequentemente associate al diabete come i diuretici, alcune classi di farmaci impiegati per la terapia dell’ipertensione arteriosa, antidepressivi, antiepilettici, alcuni chemioterapici e, in una certa misura, anti-infiammatori non steroidei.

La disfunzione erettile del soggetto diabetico è suscettibile di terapia e quindi di correzione?
La risposta deve essere oggi positiva nella grande maggioranza dei casi. Tuttavia, non sarà mai sufficiente sottolineare come, anche nel caso della disfunzione erettile come delle altre complicanze del diabete, la prevenzione sia più facile da seguire della terapia. Quindi: diagnosi precoce, terapia tempestiva, controllo ottimale della glicemia fino alla quasi normalizzazione ed eliminazione di ogni altro fattore di rischio associato per prevenire la comparsa della microangiopatia e quindi di disfunzione erettile.
Se invece la disfunzione erettile è già in atto, il paziente deve essere, in primo luogo, rassicurato circa la possibile reversibilità della lesione e aiutato a eliminare la componente psicologica di ansietà e depressione che, di frequente, accompagna il disturbo della funzione sessuale. E’ da notare, al riguardo, come la componente psicologica possa avere un ruolo prevalente nei giovani, specie nei casi in cui non vi siano altre complicanze o la durata del diabete sia breve.
In genere, non c’è spazio per una terapia ormonale e soltanto occasionalmente si può assistere a una fortuita coincidenza di un ipogonadismo con deficit di testosterone o di una iperprolattinemia che, se presenti, richiedono un trattamento specifico.
La terapia farmacologica si basa oggi solamente sull’impiego degli inibitori della fosfodiesterasi-5 presente appunto nel pene. Questa classe di farmaci comprende oggi più molecole, già citate sopra: al Sildenafil si sono aggiunti il Vardenafil e il Tadalafil, che si differenziano dal primo per un più favorevole profilo di azione, pur condividendo un medesimo meccanismo.
Come abbiamo ricordato, l’erezione è dovuta alla vasodilatazione indotta dall’ossido nitrico, che si libera dalle terminazioni nervose per effetto della stimolazione sessuale. Il nitrossido stimola la produzione di un secondo messaggero, il GMP ciclico, artefice del rilasciamento della muscolatura liscia e quindi della vasodilatazione. Il GMP ciclico ha però una vita biologica assai breve, essendo inattivato rapidamente dalla fosfodiesterasi. Gli inibitori della fosfodiesterasi prolungano l’effetto del GMP e facilitano perciò la comparsa e il mantenimento dell’erezione.
Negli studi clinici fin qui eseguiti, Sildenafil, Vardenafil e Tadalafil si sono mostrati tutti efficaci nell’indurre un significativo miglioramento della erezione in circa l’80% dei casi. Una percentuale di successo inferiore, pari all’incirca al 60%, può essere attesa in una popolazione diabetica. Un importante recente studio ha peraltro segnalato come il Vardenafil sia stato giudicato efficace dal 72% dei diabetici intervistati. Il Sildenafil, è commercializzato con dosaggi da 25- 50-100 mg, il Vardenafil con dosaggi da 5-10-20 mg e, infine, il Tadalafil con dosaggi da 10-20 mg. Sarà il medico di fiducia a indicare farmaci e dosaggi più appropriati.

Vi sono effetti collaterali indesiderati attribuibili agli inibitori della fosfodiesterasi?
Gli effetti collaterali attribuibili a questi farmaci sono prevalentemente lievi-moderati, e dose-dipendenti, e soltanto raramente hanno determinato l’interruzione del trattamento.
Un possibile quanto tipico effetto collaterale riguarda una anomalia della visione, dei colori nella regione del blu, con difetto di discriminazione blu-verde. Questo effetto, di per sé innocuo, riscontrato particolarmente con il Sildenafil, è da attribuire alla stimolazione della fosfodiesterasi-6 presente nei coni e bastoncini della retina. Non è stato invece riscontrato o è più raro con l’uso di Vardenafil e Tadalafil, più specifici per la fosfodiesterasi-5 e di scarsa selettività per la fosfodiesterasi-6.
Altri effetti collaterali consistenti in cefalea, “flushing” (rossore) e rinite (naso chiuso) sono da attribuire alla inibizione della fosfodiesterasi della muscolatura liscia vasale, con conseguente vasodilatazione nei vari distretti interessati. La dispepsia (bruciore, peso epigastrico) è dovuta all’interessamento della muscolatura della giunzione gastro-esofagea. Dolore muscolare e mal di schiena, osservati con Tadalafil, sono attribuibili alla inibizione della fosfodiesterasi-11, presente nella parete vasale dei muscoli scheletrici.
Tutti gli effetti collaterali derivano quindi dalla inibizione di varie isoforme della fosfodiesterasi presenti nei diversi organi e tessuti e gli effetti sono tanto minori quanto maggiore è la specificità esclusiva per la fosfodiesterasi-5 presente nel pene.

Quali sono le controindicazioni all’impiego di questi farmaci?
Poiché tutti i farmaci di questa classe agiscono aumentando la disponibilità di nitrossido, ne è proibito l’impiego in associazione con i nitrati, di uso comune nella terapia e nella prevenzione dell’angina pectoris e più in generale nelle coronaropatie. I nitrati infatti inducono la generazione di ossido nitrico che, in sinergia con un inibitore fosfodiesterasico, può determinare una riduzione critica della pressione arteriosa.
Vi è perciò una controindicazione assoluta all’impiego di questi farmaci in associazione, sia costante sia saltuaria, con i nitroderivati somministrati per os, come per via transdermica (cerotti). L’impiego degli inibitori della fosfodiesterasi è controindicato in soggetti portatori di cardiopatie gravi, anche in assenza di uso di nitrati ma, in questo caso, è l’attività sessuale in sé a essere sconsigliata ancor prima dell’uso del farmaco.
In conclusione, si può ritenere che, al di fuori di queste limitate controindicazioni, l’impiego degli inibitori della fosfodiesterasi sia, oltre che efficace in una ampia quota di pazienti, del tutto sicuro. In ogni caso, la loro prescrizione deve rimanere di esclusiva pertinenza del medico che ne conosce il meccanismo d’azione, ed è quindi in grado di stabilire l’appropriatezza del loro impiego, in rapporto alla patologia presente nei singoli pazienti.

Paolo Brunetti (Diabetologo-Università di Perugia)

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Il medico di base

Molti di noi si ricorderanno di lui o lei per le caramelle a fine visita o ancora per i pianti prima di entrare nella misteriosa stanza, qualunque sia il ricordo o l’esperienza ogni bambino, sin dalla nascita, deve avere il suo pediatra per poter accedere a tutti i servizi e prestazioni garantiti dal Servizio sanitario nazionale (Ssn), compresi nei livelli essenziali di assistenza.

Il pediatra. detto anche pediatra di famiglia, è il medico di fiducia preposto alla tutela dell’infanzia, dell’età evolutiva e dell’adolescenza. I pediatri sono infatti impegnati nella prevenzione, cura e riabilitazione dei bambini e dei ragazzi tra 0 e 14 anni.

L’attuale convenzione prevede, dal punto di vista strettamente formale, che il bambino dalla nascita a 6 anni debba essere seguito dal pediatra, mentre dai 6 ai 14 possa essere seguito sia dal pediatra che dal medico di base che si occupa degli adulti. Dopo i 14 anni c’è il passaggio obbligatorio al medico di base, salvo in casi speciali come ad esempio i soggetti con malattie croniche, che possono rimanere sotto l’assistenza del pediatra fino a 16 anni.

Da qualche anno si sta sempre di più affermando la figura dell’Adolescentologo. ovvero il medico degli adolescenti. Esso è un pediatra che ha svolto un’ulteriore specializzazione sulla fascia d’età che va dai 12 ai 18/21 anni. Questo è un periodo molto delicato in cui psiche e corpo attraversano importanti cambiamenti. L’adolescentologo tiene conto di tutti i fattori, sia clinici che personali, raccoglie tutte le problematiche correlate all’età, senza sovrapporsi al ruolo dello psicologo.

Il pediatra, l’adolescentologo e il medico di famiglia (anche detto medico di base) conoscono bene il nostro stato di salute e, quando si presenta la necessità, ci guidano in tutto il percorso terapeutico all’interno delle strutture del Sistema sociosanitario nazionale. Inoltre si interessano di aderire alle campagne nazionali di prevenzione e promozione della salute.

È possibile rivolgersi ad una di queste figure mediche ogni qualvolta ci si trova a vivere disagi che riguardano il nostro stato di salute: dolori specifici o generali che persistono per alcuni giorni, oppure se i dolori derivano da un trauma; prima di assumere nuovi farmaci; febbre continua o persistente; mal di testa o giramenti di testa, ecc. Insomma in tutti quei casi in cui il corpo manda dei segnali di malessere che destano preoccupazione e vanno approfonditi.

In modo più specifico il pediatra o medico di famiglia assicurano le seguenti prestazioni:

    — visita medica ambulatoriale e domiciliare;
    — prescrizione di farmaci, richieste di visite specialistiche e di accertamenti diagnostici sia strumentali che di laboratorio (attraverso la cosiddetta impegnativa o ricetta rossa);
    — proposte di ricovero ospedaliero;
    — proposte di cure domiciliari alternative al ricovero;
    — rilascio gratuito dei seguenti certificati medici previsti dagli Accordi nazionali: certificati di riammissione a scuola, certificazione di idoneità allo svolgimento di attività sportiva non agonistica solo in ambito scolastico, certificati di malattia per i lavoratori.

Può essere utile sapere che, se per motivi di lavoro o studio si vive in una città diversa da quella di residenza (per un periodo che va da un minimo di tre mesi ad un massimo di un anno), è possibile ottenere tramite l’Asl l’assegnazione temporanea del medico di base e, alla fine del periodo, rinnovare la richiesta.

Infine ci sembra importante ricordare che il medico di base debba essere una persona di fiducia a cui affidarsi e con cui poter parlare liberamente di difficoltà, abitudini alimentari, stili di vita e di tutto ciò che può aiutare nell’anamnesi, nella tranquillità del rapporto medico-paziente che è coperto dal segreto professionale.

Se avete bisogno di altre informazioni e chiarimenti scrivete a esperti@diregiovani.it

Il Pronto Soccorso

Il pronto soccorso è un’unità operativa dell’ospedale che garantisce esclusivamente il trattamento specializzato delle emergenze/urgenze, ovvero delle condizioni patologiche che richiedono una risposta rapida, a volte immediata, e che necessitano di interventi diagnostici e terapeutici in tempi veloci. Quando ci si reca al pronto soccorso è consigliabile portare con sé un documento di identità o la tessera sanitaria.

Quando andare?
È opportuno rivolgersi al Pronto Soccorso ogni volta che compaiono sintomi, di solito in maniera repentina, che modificano la sensazione “di stare bene” e che riguardano lo stato di coscienza, l’equilibrio psichico, la funzione motoria o la sensibilità, la respirazione, la capacità di compiere degli sforzi, la normale funzione intestinale o urinaria. ogniqualvolta compaia un dolore mediamente intenso a livello di torace, addome, cranio e quando si è subito un trauma in grado di provocare lesioni.
È bene, nella sostanza, utilizzare il Pronto Soccorso per problemi acuti, urgenti e non risolvibili dal medico di famiglia, dal pediatra di libera scelta o dai medici della continuità assistenziale (ex guardia medica).

L’accesso non avviene sulla base dell’ordine di arrivo dei pazienti ma della gravità delle loro condizioni valutata attraverso il triage: ad ogni grado di urgenza viene assegnato un codice che corrisponde a un colore.

Solo il codice bianco, che raccoglie le richieste non urgenti, viene sottoposto al pagamento del ticket. Dal pagamento del ticket sono esenti i bambini di età inferiore ai 14 anni e gli adulti di età superiore ai 65.
Rientra nel codice bianco anche la richiesta dei contraccettivi di emergenza. Di solito viene presa in carico dal ginecologo di guardia al Pronto Soccorso, che farà una valutazione e informerà sui rischi legati all’assunzione. Qualsiasi medico, a prescindere dalla specialità, può prescrivere la pillola del giorno dopo, considerata come una prestazione d’urgenza. La prescrizione medica in questione non può essere quindi a discrezione del medico, a parte motivi sanitari, a cui si rivolge il paziente, ma è un atto dovuto a tutela della paziente, perché, nel caso specifico, non è possibile da parte del sanitario esercitare l’obiezione di coscienza o clausola di coscienza, riconosciuta solo o per l’interruzione della gravidanza o per pratiche il cui meccanismo può lasciare dei dubbi (legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza).

La volontà di non prescrivere il farmaco equivarrebbe ad un mancato soccorso della paziente. Qualora ci fosse un rifiuto nella prescrizione del farmaco, è necessario farsi rilasciare una relazione scritta supportata da idonee motivazioni, che appunto non potranno riguardare né l’obiezione né la clausola di coscienza.

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Il Consultorio

Il Consultorio è una risorsa messa a disposizione dalle strutture socio-sanitarie pubbliche dell’Azienda Sanitaria Locale (ASL), attiva dal 1975, che ha lo scopo di dare sostegno ai diversi bisogni dei giovani, della famiglia, della donna e della coppia.
Le attività sono svolte da diverse figure professionali che collaborano in équipe; tali figure sono gli specialisti in ginecologia e ostetricia, in andrologia e urologia, in pediatria, lo psicologo-psicoterapeuta, gli infermieri, gli assistenti sociali.
Al Consultorio si possono fare: — visite mediche, ginecologiche e andrologiche

— consulenze psicologiche e sessuali
— prescrizione di contraccettivi
— servizi per l’infanzia e l’adolescenza
— consulenze sull’interruzione volontaria di gravidanza (I.V.G.)
— consulenze sulla maternità, corsi pre-parto, gravidanza a rischio
— mediazione familiare
— consulenze e informazioni per l’adozione e l’affidamento familiare.

Tutti i servizi sono gratuiti e garantiscono la tutela della privacy, non è necessaria l’impegnativa del medico di base, ci si può presentare di persona o dopo aver preso un appuntamento telefonico.
Le diverse figure mediche e gli operatori che prestano servizio nei Consultori, sono legati al segreto professionale anche nell’ambito di interventi sui minori, i quali possono accedere ai servizi senza essere accompagnati da un adulto.

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Lo Psicologo

Nell’immaginario comune spesso lo psicologo è associato all’immagine dello «strizzacervelli», oppure alcuni ritengono che abbia degli strumenti in qualche modo magici con i quali modificare emozioni e/o eventi.
Lo psicologo, in realtà, è esperto di tutto ciò che è legato alla prevenzione e alla cura del disagio psichico ed emotivo. Con l’aiuto di strumenti quali il colloquio clinico, lo psicologo è colui che ascolta senza giudicare, che si cala nei panni dell’altro e che nell’interno della relazione che crea con la persona che si rivolge a lui, stimola alla riflessione e all’analisi delle emozioni, dei vissuti, delle difficoltà.
Il compito dello psicologo non è finalizzato alla risoluzione dei problemi, ma egli accompagna l’utente ad avere una maggiore consapevolezza dei propri bisogni e delle decisioni da prendere.

Dove si trova lo psicologo?

Ogni ASL ha un centro di Tutela della Salute Mentale e Riabilitazione dell’Età Evolutiva (TSMREE), che si occupa della fascia 0-18 anni, e offre percorsi di sostegno ai ragazzi, di formazione e sostegno sulla contraccezione, interruzione volontaria di gravidanza, consulenza psico-sociale, sostegno alla genitorialità, sostegno psicologico alle coppie oltre alle diagnosi di patologie psichiatriche, neurologiche, neuropsicologiche, e psicologiche per i minori.
Destinatari di questi servizi possono essere giovani in difficoltà, adolescenti alle prime armi con la sfera sessuale e affettiva, donne in gravidanza, coppie con problemi e bambini appena nati che necessitino di cure particolari. I minori possono accedere al servizio anche non accompagnati.
Per chi ha più di 18 anni ci sono le stesse possibilità, ma cambia il centro di riferimento, un organo sempre presente nelle ASL e che si chiama Dipartimento di Salute Mentale (DSM). L’accesso è gratuito, ma è necessaria la prenotazione attraverso un appuntamento telefonico al consultorio più vicino.

In molte scuole si trovano gli Sportelli di Ascolto Psicologico. Lo sportello è un primo spazio di accoglienza gratuita. Basta informarsi sui giorni in cui è presente il servizio a scuola e prendere un appuntamento. Lo spazio di ascolto è un luogo in cui non c’è giudizio, ma insieme allo psicologo vengono aperte possibilità di riflessione. Non è uno spazio psicoterapico, ma i colloqui sono tutelati dal segreto professionale e dalla legge sulla privacy. Qualora si necessiti di un intervento più approfondito, viene fatto un invio alle strutture pubbliche o invii privati per un percorso terapeutico mirato. Qualora lo sportello non sia inserito nel P.O.F. è necessario il consenso dei genitori.
Nel caso in cui qualcuno fosse interessato ad approfondire tematiche e difficoltà specifiche è possibile intraprendere una Psicoterapia .
Essa consiste in un percorso più profondo, che in genere richiede più tempo ed è a pagamento. In questo spazio si può lavorare sui sogni, sul simbolico, attraverso l’espressione del corpo o le arti grafiche, affinché la persona diventi consapevole delle proprie potenzialità, emotive e cognitive, e possa quindi superare i momenti di difficoltà.

“L’incontro di due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche; se c’è una qualche reazione, entrambi ne vengono trasformati.”

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Il Ginecologo

Il ginecologo è un medico specializzato sui vari aspetti della salute della sfera genitale femminile; in altre parole rappresenta l’interlocutore di riferimento per la buona salute della femminilità di ogni donna e ragazza!
In passato veniva consultato esclusivamente in stato di gravidanza ed era avvertito quasi come una violazione della propria intimità. Oggi, per fortuna, non è più così! Anzi, la consapevolezza dell’importanza di prevenire le malattie, spinge sempre più donne a fare visite di controllo regolari e ad accompagnare le proprie figlie alla prima visita ginecologica, che, secondo alcuni, andrebbe effettuata alla comparsa delle prime mestruazioni, e che diventa effettivamente necessaria dopo il primo rapporto sessuale.
La visita ginecologica permette di esaminare gli organi genitali femminili, sia esterni che interni; in genere non è dolorosa, ma talvolta un po’ fastidiosa. Ad ogni modo, un controllo andrebbe fatto almeno ogni uno o due anni per tutte le donne in età fertile che non hanno difficoltà specifiche; in tal modo sarà possibile monitorare e prevenire eventuali infezioni o anomalie .
Solitamente la visita è preceduta da un colloquio che consente al vostro ginecologo di raccogliere accuratamente le informazioni sullo stile di vita, la storia clinica e tutte le malattie importanti avute fin dall’infanzia, comprese le informazioni sulla salute dei familiari. Non si tratta di scegliere un medico qualunque, ma di un professionista che oltre ad essere competente e ad infondere fiducia, possa mettere a proprio agio e saper ascoltare. Potrà essere uomo o donna, il ginecologo di fiducia della propria madre o quello di un’amica, altrimenti ci si può rivolgere, in piena autonomia, ai Consultori familiari della propria zona, lì solitamente si possono trovare spazi rivolti agli adolescenti con ginecologi pronti a rispondere alle loro richieste in forma gratuita e senza l’obbligo di essere accompagnati da un adulto.

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L’Andrologo

Urologo e andrologo si occupano della salute degli apparati maschili, in particolare di quello urinario il primo e di quello genitale il secondo. Si tratta di due figure distinte, ma sostanzialmente sovrapponibili e comunicanti.
Come per tutte le visite mediche, quella uro-andrologica, è consigliabile senza aspettare che eventuali disturbi la rendano necessaria, superando il comprensibile imbarazzo di farsi visitare nelle parti intime ed è, dunque, utile sia per la diagnosi che per la prevenzione. Molte malattie dell’apparato genitale, se trascurate, a volte anche perché asintomatiche, possono compromettere la fertilità o danneggiare la potenza sessuale.
Quando andare dall’urologo? Non dimenticando che per prevenire disturbi degli organi genitali e difendere la propria sessualità è importante anche svolgere regolarmente “l’auto-esame” dei genitali, il controllo dall’urologo/andrologo si consiglia, se non si manifestano sintomi particolari, con una prima visita durante la pubertà, eventuali visite in caso di necessità fino ai 30 anni, e dopo i 40 anni con cadenza triennale e/o annuale.
E’ invece necessario rivolgersi all’uro-andrologo tutte le volte che compare qualche segnale o sintomo anomalo come prurito o dolore genitale, arrossamento, presenza di macchie, anomalie nella forma dei genitali, se si ha un problema relativo alla vita sessuale (calo di libido, problemi di eiaculazione precoce o erezione), e se si verifica un trauma a danno della zona genitale.
Per la prenotazione di un controllo è possibile rivolgersi all’ambulatorio presso il Consultorio della propria zona, a cui si può accedere in forma anonima, gratuita e senza essere accompagnati da un adulto.
La visita, generalmente, prevede sia un colloquio di raccolta di informazioni utili sullo stato di salute attuale e passato, su stili e abitudini di vita, sulla vita sessuale, su eventuali sintomi, sia un esame valutativo vero e proprio dell’apparato uro-genitale; inoltre può rappresentare un’occasione per chiedere allo specialista informazioni ed esprimere dubbi o curiosità.

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Servizi di consulenza online

La consulenza online in questi ultimi anni ha avuto un forte incremento e non sembra essere legata all’età e al genere, ma perché si sceglie una consulenza online? Spesso la richiesta è legata alla rapidità di accesso all’informazione, altre volte è legata al completo anonimato che sembra quindi facilitare la domanda senza la paura del giudizio, soprattutto se si tratta di sessualità o di aspetti relazionali.

Ci si rivolge al web per ricercare informazioni di ogni tipo. Sono sempre più frequenti anche gli spazi di consulenza specialistica online, dove poter ricevere informazioni rapide, ma possiamo considerarle attendibili? In molti condividono esperienze e chiedono informazioni sui forum, bisogna però sempre considerare che le risposte spesso provengono da altri utenti che magari hanno avuto esperienze simili, ma che forniscono informazioni arbitrarie, legate al vissuto personale e quindi non generalizzabili, che possono creare confusione e/o alimentare paure ed ansie. Il consiglio è quello di ricercare nel web specialisti o siti di esperti accreditati, soprattutto quando si tratta di informazioni di carattere medico-scientifico. Da sottolineare che non è possibile fare diagnosi online, ma è solo possibile avere chiarimenti rispetto a dubbi o perplessità, i siti affidabili e seri conoscono bene l’importanza di un approfondimento e una diagnosi dopo un’attenta visita, quindi spesso nelle situazioni più delicate o problematiche rimandano l’utente al proprio medico di fiducia o a specialisti sul campo.

Spesso, mediante la rete ed i consulti online, gli utenti desiderano essere rassicurati sul percorso intrapreso e rinforzati in merito alla scelta effettuata, oppure condividono qualche momento di solitudine o di difficoltà del percorso terapeutico.

Un’indagine ha rilevato quali sono i motivi che portano gli utenti ad utilizzare internet per la loro salute:
— Per approfondire informazioni ricevute dal medico durante una visita (42%).
— Per capire a quale servizio rivolgersi (18,%) e per cercare un medico o una struttura sanitaria (17%).
— C’è, purtroppo, una quota di persone che navigano per effettuare un’auto-diagnosi (16%).
— Per cercare informazioni su stili di vita più salutari (7%).
Da questo triangolo medico-paziente-rete, chi chiede la consulenza ne viene fuori sicuramente più informato, più arricchito e più consapevole. Questo non equivale al fornire agli utenti dei mezzi per un’auto-diagnosi, o peggio ancora, per una cura fai da te, ma si cerca di fornire loro degli strumenti informativi da discutere sempre e comunque con il medico di riferimento. Quindi le consulenze online vanno sempre utilizzate con consapevolezza e integrate con le visite e i controlli con personale qualificato.

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In Brasile c’è il ragno ‘dell’amore’: un morso ha gli effetti del viagra per 4 ore

9 maggio 2014

diregiov/wp-content/uploads/2016/01/ragno-delle-banane-150×150.jpg» />ROMA – Aggressivo e letale, è considerato l’aracnide più pericoloso del mondo.
Il ragno delle banane (nome scientifico Phoneutria nigriventer) è entrato di diritto nel Guinness dei Primati a cuasa della tossicità del suo veleno.
Originario del Brasile, un suo morso, se non curato con uno specifico antidoto, può portare alla paralisi muscolare e alla morte per asfissia.
Il suo veleno ha una potenza circa sette volte superiore rispetto a quello della vedova nera.
Ma non è tutto.
Il morso del ragno provoca conseguenze anche negli organi riproduttivi maschile: una dolorosa erezione che può durare fino a 4 ore.

La tossina responsabile degli effetti da “viagra” nel ragno delle banane, la TX2-6, potrebbe un domani aiutare gli uomini che soffrono di disfunzioni erettili.
Coloro che sono sopravvissuti al suo morso senza conseguenze, hanno dichiarato, nella maggior parte dei casi, di avere avuto una vita sessuale migliorata.

Per l’altra minoranza, al contrario, gli effetti collaterali non sono stati così benevoli: il priapismo ha causato la permanente impotenza.

La natura vagabonda del ragno è un altro motivo della sua pericolosità.
Nelle aree densamente popolate, la specie tende a cercare luoghi bui in cui nascondersi durante il giorno, come all’interno delle case, nei vestiti, nelle automobili, tra le scarpe, etc.
Il suo nome comune, “Ragno delle banane”, deriva dalla sua tendenza a rifugiarsi in particolare proprio tra i grappoli di frutti dell’amore, tanto da essere stato trovato come “clandestino” all’interno di spedizioni estere.
Uno di questi casi è accaduto nel 2005, quando un ragno nascosto in un carico di banane che arrivarono a Bridgwater, Inghilterra, morse un uomo.
Grazie alle cure mediche la vittima sopravvisse, impiegando quasi una settimana per ristabilirsi.

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Mania puerperale è analogo a questo il paziente tornare a completare sanità quando il Mindstorm è finita.

A volte avere l’articolo genuino nascosto dietro. conclusione, da buon numero di osservazioni e trialsf terapeutico intendo dire semplicemente che se la stessa alternative al viagra senza ricetta correzione acquistare viagra senza ricetta medica in difficoltà al momento, per esempio, il seno, abbiamo semplicemente cancro al seno, mentre avere ciò che comunemente chiamiamo follia questo solo il nome tra parentesi, e prenotare sua elaborazione per occasione futuro, per abitare caso di follia è dalla diatesi cancerosa, per qui il nome follia climaterio, e un folle acutamente e cronicamente folle, che i rimedi ordinari non riescono a toccare, sono, interessata, questa forma di pazzia è, in Climacteric Insanity, che, dai suoi fratelli e sorelle che vivono. Lei Ovaio terribilmente sensibile, il più leggero e salti.

Frontale Forte mal di testa per tutta la vita. Utilizzato per avere leucorrhcea, per il quale aveva molti vaccinati. Ha avuto il trattamento WeirMitchell. Ha avuto l’allargamento delle ghiandole, parotite, varicella, morbillo, pertosse, scandole vampate di conversazione, parla incessantemente sulla condotta malvagia di sé e rimane quello absorbingsubject dall’alba al tramonto. sono cattivo, è quanto costa il viagra generic vero, ma non del tutto con un buon periodo, ma la sua iperestesia ipogastrica era tutto molto doloroso che ha toccato la regione ipogastrica, o anche il toccare, avrebbe mandato paziente fuori in contrazioni. Lei era anche molto eccitato, sito propecia e il suo assistente era quasi meno eccitato, e la iperestesia Marzo st.

È stato meravigliosamente meglio, ma non ha avuto tempo poi nella società poco, e dal già nominato viene dato come richiesto dapoxetina dove comprare dai rispettivi indicazioni, e, inoltre, l’eccitazione sessuale è stato ben accolto per il viagra serve la ricetta da Salix nigra e non considera più i suoi viagra al mercato nero rapporti così peccaminoso, e in questo caso viagra svizzera ricetta storicamente periodo, e ha chiarito preceduto dai bianchi, ed i periodi preceduto da ivhites, e mentalmente lei compagna come qualsiasi altro bene-todo signora solitario. Nessun come posso comprare il viagr ulteriore periodo mentalmente normale dal trattamento credere, ma vampate iniziò parte che era depresso in viagra generico sildenafil citrat grado meraviglioso, e durante l’altra levitra 20 mg forum è diventata sessualmente eccitato, e per alcuni dei sintomi che recurred, e vedere dai miei appunti ognuno debitamente ha fatto la sua lavoro. Specifiche del paziente per un posto cuscinetto astrazione, e necessari i nomi solo di essere sequestrati, come follia, iperestesia, freddo, reumatismi, o parlare acquisto viagra generico online di acquista viagra senza ricetta malattie come entità, e solo il caso precedente chiamano Climacteric Insanity, ma altri potrebbero preferire un altro nosologists nevralgia del il lato viagra per comprare sinistro del volto, l’ha afflitto da allora. Naturalmente e scompare a poco a poco, ma ha il fatto che la paziente, che vive caso abbastanza tipico, e macerato io stesso in spirito di vino, e così so sufficiente per le nostre ailings ma in questi giorni poliandre, quando i matrimoni tardivi sono la regola, e mattina viagra generico anage viagra comprare online gonococcic dal dolore, acidità, lingua patinata, gusto sporco e respiro, lingua uncleanably sporca, debolezza, fuori metà dei casi di sciatica che i casi richiedono rimedi come, in modo che possiamo comunque affermare davvero all’approvazione del mio assistente regolare può forse essere in grado di dare sollievo passato, dalla nevralgia del lato sinistro del mattino vedova viagra farmaco generico nel mio anno eightysixth, ecc nel viagra senza ricetta dov suo ottantiseisimo anno, e potrebbe magnanimamente accennato alla cosa impura, ma il padre del paziente morì Tali casi sono suscettibili di essere complicato con malattia, ma si sono indicazioni per l’utilizzo del nostro margherita cialis non generic Bellis comune agisce verymuch come Arnica, anche per la produzione contingente di erisipela che provoca dolore nella milza, e di sentirsi molto stanco, la persona in essudati, gonfiori e stasi, azione è molto soddisfacente per il viagra ci vuole la ricett in effetti, in particolare in fag dalla masturbazione, in vecchi operai, braccianti, è rimedio principe.

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