Quando È Stato Inventato Il Viagra

In Svezia degli archeologi hanno trovato l’antenato del chewing gum, � un pezzo di resina vecchio novemila anni con del miele dentro e delle tracce di denti sopra.

e cos� il chewing gum piace sin dall’antichit�, iprimi consumatori furono con ogni probabilit� gli Antichi Greci. Essi amavano masticare una resina derivata dal ‘lentisco’ o ‘albero del mastice’ (da cui il termine ‘masticare’), sostanza conosciuta ed apprezzata in tutta l’area del Mediterraneo orientale. I Maya dell’America Centrale, nello stesso periodo masticavano il ‘Chicle’, lattice dell’albero della Sapotilla, una sostanza che, resistendo alla decadenza della civilt� che l’aveva scoperta, sarebbe divenuta ben venti secoli dopo una delle basi di partenza del chewing-gum moderno. Anche il termine ‘chicle’ � arrivato fino ad oggi, divenendo, in tutti i paesi di lingua ispanica, un modo familiare per definire la gomma da masticare. Gli indiani d’America masticavano una resina simile alla gomma che si otteneva tagliando la corteccia dell’abete rosso.
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All�inizio del XIX secolo pezzetti di resina di abete rosso divennero il primo chewing gum messo in commercio negli Stati Uniti. La gomma da masticare � stata ideata dallo statunitense John Curtis nel 1848. Il chicle � il latice che si ottiene dalla sapodilla, un sempreverde chiamato albero del chewing gum. � originario del Gran Pet�n, la foresta tropicale pluviale del Guatemala settentrionale, del Belize e della penisola dello Yucat�n in Messico. L�, in certe zone si possono trovare 175 alberi di sapodilla per ettaro. Nella stagione delle piogge i raccoglitori di chicle, detti chicleros, tagliano il tronco della sapodilla selvatica a zig-zag, lasciando che il latice si depositi lentamente dentro un recipiente posto alla base. Dopo che � stato raccolto e bollito fino a raggiungere la consistenza desiderata gli viene data la forma di tavolette per essere venduto. Il moderno chewing-gum si diffuse nel 1860, quando il generale messicano Antonio Lopez de Santa assunse l’invenore newyorkese Thomas Adams per produrre un nuovo tipo di gomma derivata dall’abete rosso. Adams non ebbe successo quando produsse la gomma, ma creo’ il primo moderno chewing-gum, chiamato �Adams New York No. 1�. Il chewing-gum divenne cosi’ quel materiale sintetico che ha sostituito la gomma naturale degli alberi per creare un prodotto di migliore qualita’, composizione e gusto. Ci sono due basi principali di chewing-gum, una per il chewing-gum e l’altra per il bubble-gum. La differenza principale e’ che che la base del babble-gum ha un alto contenuto di polimero che lo rende piu’ elastico e adatto a fare le bolle.

La storia del chewing-gum incomincia in Italia soltanto nel secondo dopoguerra, Sicuramente � il risvolto pi� zuccherino, lasciato al nostro Paese, dalla Seconda guerra Mondiale. La � gomma americana� ha avuto un successo enorme proprio da quell’ ormai lontano 1945. Riflettori accesi dunque sul chewing-gum che in questi anni di strada ne ha fatta davvero tanta! Quanta? Beh diciamo che se le mettessimo tutte in fila le cicche americane, prodotte sino a oggi, coprirebbero una scia lunga 198 milioni di chilometri, 200 volte la distanza tra la Terra e la Luna. Che dire? Sicuramente una grande passione per noi italiani. " In generale, le gomme danno soprattutto piacere, rinfrescano l’alito, soddisfano insieme quella che viene definita oralit�, parola che per gli analisti tradizionali(n.d.r. psicoterapeuti) significa riprodurre tutte quelle sensazioni legate al mondo dell’infanzia. In modo analogo a quanto avviene con il fumare, rosicchiarsi le unghie, mordere penne e matite. Le gomme, per�, e va sottolineato, hanno altri vantaggi. Primo tra tutti quello di ridurre la tensione muscolare, favorire il rilassamento e combattere ansia e piccole nevrosi".

Italiani popolo di masticatori. Secondo alcuni recenti dati se ne consumerebbero, solo nella Penisola, circa 23mila tonnellate l’anno, per un totale di 300 milioni di astucci e 500 milioni di stick. Otto confezioni su dieci sono senza zucchero e gli italiani pi� golosi hanno un’et� compresa tra i 10 e i 44 anni (il 49% uomini per il 52% donne), di questi il 55% (15 milioni di persone) mastica gommetutti i giorni, o quasi.

Il che non � un male, almeno stando a quanto rivela unostudio inglesecondotto dall’Universit� di Northumbria: i chewing gum, infatti, aiuterebbero la memoria (potenziandola addirittura del 35%) e favorirebbero laconcentrazioneneutralizzando lostress. La ricerca � stata condotta su75 adulti. i partecipanti sono stati divisi in tre gruppi: il primo masticava chewing gum, il secondo mimava il gesto senza masticare gomme e il terzo non faceva nulla. Specialitest computerizzatihanno dimostrato che la memoria breve e a lungo termine era superiore del35%nel primo gruppo. In particolare � stato provato che durante la masticazione il battito cardiaco aumenta e viene prodotta pi� insulina che, agendo su recettori situati nellazona cerebrale dell’ippocampo, stimola questa struttura cruciale per la memoria. Ma gli effetti sullamemorianon sono gli unici aspetti benefici. Masticare riduce lo stress, lasonnolenzain caso di veglia notturna e aumenta in modo armonico la concentrazione e le funzioni cerebrali.

E Il chewing gum allarga i suoi orizzonti: � stato brevettato negli Usa quello al Viagra. Wringley, una delle pi� note marche di gomma americana, ha ottenuto la licenza del governo americano per realizzare una gomma a base di Viagra La gomma al Viagra arriver� sugli scaffali delle farmacie nel 2011. Secondo Wringley, il chewing gum offrir� �un miglior dosaggio e metodo di assunzione� rispetto alla pillola di viagra.

Il caso Zyprexa

E ci siamo di nuovo. Ogni tanto un farmaco usato da milioni di persone viene ritirato dal mercato perché provoca gravi danni all’organismo. Questa volta è il turno dello Zyprexa, uno psicofarmaco neurolettico molto utilizzato in psichiatria, spesso spacciato per un farmaco «miracoloso» con pochi effetti collaterali. A dare il via allo scandalo è stato l’avvocato Jim Gottstein, fondatore del sito PsychRights, ha fornito al New York Times la documentazione sui gravi effetti collaterali dello psicofarmaco Zyprexa, mantenute segrete dalla casa farmaceutica Eli Lilly. Questo farmaco causa gravi effetti collaterali tra cui l’obesità e l’innalzamento della glicemia, entrambe cause del diabete.

Dalle migliaia di documenti occultati dalla Eli Lilly emerge che la nota casa farmaceutica non solo era consapevole di questi rischi, ma ha fatto di tutto per occultare le ricerche compromettenti al fine di non pregiudicare la commercializzazione di quello che è oggi il suo farmaco più venduto. Un affare che solo nel corso del 2006 le ha fruttato oltre quattro miliardi di dollari.

Incuriosita da questa storia ho fatto una ricerca in rete e ho scoperto che già nel 2005 la Ely Lilly ha pagato 690 milioni di dollari per rimborsare circa 8.000 persone che hanno contestato alla casa farmaceutica di non aver adeguatamente informato i pazienti sul rischio di iperglicemia e di diabete, legato all’assunzione del Zyprexa.

Ora la domanda viene spontanea. se già si sapeva dei danni che provoca questo farmaco ben due anni fa, perchè non è stata interrotta la commercializzazione?

di Marina Morelli

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Ciao Archimede ciao a tutti,
sono circa 7 mesi che ho smesso l’assunzione di
qualsiasi neurolettico e antipsicotico e la situazione non ha fatto alcun miglioramento, dopo un iniziale e modesto accenno.
Mi scuso con Archimede in quanto nei precedenti messaggi ero stato troppo fiducioso e ottimistico nei riguardi dei benefici farmacologici ma forse ho esagerato in ingenuità (verrà mica considerata in futuro una malattia anche questa?).
Non che non riconosca l’utilità scientifica dei farmaci e del mondo sanitario, ma in quelli che ho usato non veniva descritto in alcun modo come agiscono sul fisico in generale e se apportassero modifiche irreversibili o meno (è quantomeno scorretto). Per me è pura disinformazione e direi anche violenza sulle volontà del paziente.
Si deve informare di tutti gli effetti e poi sarà il paziente a concordare col medico e scegliere sulla base degli obbiettivi di vita di
valutazione danni/benefici; insomma informazione, comunicazione e libertà di scelta.
Continuerò gli accertamenti ottimista come sempre, poichè l’erezione del mattino non avviene più dal 2005; ed è inutile dire che sia un fattore ansioso o psicologico perchè come si sa è un tipo di erezione che nasce dalla compressione della vescica piena d’urina al mattino mi pare sull’uretra dell’uomo. Un meccanismo idraulico che a volte è anche accompagnato da emozioni erotiche notturne, ma sostanzialmente idraulico.
Nel caso della vescica anche se con molta pipì non mi dà più il segnale di urinare come se si fosse dilatata anche bevendo molto prima di andare a letto.
Poi a partire dal gennaio 2007 ricordo episodiche vampate di calore nella notte e a volte sudate, mai capitato prima.
Testimonio tutto ciò solo per renderlo disponibile ad altre persone. potrebbe essere andropausa ( e alcuni dott. direbbero che sui 40 anni si può verificare ecc. ecc.) oppure che gli antipsicotici per attenuare l’esuberanza emotiva siano intervenuti sui vasi sanguigni dilatandoli a mia insaputa ovviamente.
Mah ,l’allarmismo non è una mia tendenza caratteriale ma la corretta informazione ai pazienti è un obbligo così come viene considerato il T.S.O. o mi sbaglio ;o))
Conclusioni: 0 erezioni mattutine,0 erezioni giornaliere spontanee anche in presenza di stimoli reali, orgasmo ottenibile solo con stimolazione meccanica a partire da pene flaccido e mai semieretto come prima.
Archimede sei l’unico ad avere ‘sta cavola di leva. e allora dalla in comodato gratuito a me, Damiano, Domenico ecc altrimenti accresci l’invidia!!
Scherzare aiuta. e fiducioso come sempre auguro a tutti gli utenti ottime riprese emotive e guarigioni.
mauro

Ciao Simona concordo in pieno, sono sensazioni che ho vissuto anch’io; Zyp interviene nella vera natura umana per attenuarla, modificarla o altro. é violazione della privacy o no?!
Scherzi a parte ma non troppo è un farmaco a mio avviso invasivo e si potrebbe prestare anche per un controllo sociale. Ma perchè l’equilibrio sociale non lo si vuole raggiungere con politiche economiche — sociali adeguate diminuendo distruttivi e inutili consumismi?
Ciao a tutti

leggendo qst commenti,mi sn sentita meno aliena. io ho preso 10mg di zyprexa al giorno xcirca 6mesi. il risultato era 1sopravvivenza vera e propria..io nn esistevo più. se la depressione mi stava uccidendo,lo zyprexa mi ha annientato giorno dp giorno!avevo perso ogni contatto cn la realtà,ero in un continuo letargo. tanto k nll periodo in cui lo assumevo,ho perso mio nonno ed io di ql evento nn ricordo nulla. sl prendere kili posso dire k io venivo da 1 fase in cui avevo perso 10kili assumendo il maveral,cn lo zyprexa si è fermata qst parabola discendente. io riporto sl la mia esperienza e x qst voglio dire di stare sttenti e di cercare di risolvere i problemi cn persone k hanno ftt dll’ascolto la loro vocazione. io nn ho ancora superato i miei problemi,ma grazie a qst persone inizio a toccare o meglio a percepire la realtà x qll k è.

iio ho preso tutti gli psicofarmaci in commercio e ho solo 23 anni mi hanno rovinato la vita;quindi non vi fidate di chi vi vuole dare un farmaco x qualsiasi cosa;zyprexa fa ingrassare spaventosamente e rende le persone come degli stracci;attenzione

Ciao a tutti. a me è stato diagnosticato da piu di un medico il disturbo bipolare, che il mio medico mi ha consigliato di curare con il litio, associato però all’assunzione di Zyprexa. compresse, 2,5 al giorno prima di dormire. ma dopo aver letto le considerazioni sull’aumento di peso cosi eccessivo. ho un po paura. MI chiedo: è un effetto generalizzato??
cioe, succede a tutti?

ciao x nn portarla alla lunga lo ZPRX da 1 anno e 6 mesi a sta parte mi ha fatto prendere 20 kili di peso corporeo nn aggiungo xe le erezioni sn diminuite quindi vorrei cercare di staccare la spina cn questi psicofarmaci anche se mi hanno aiutato altra parte mi hanno rovintato la mia vita secondo voi nn visembra esagerato.

salve a tutti :) sono un dissidente depresso che non mi sono mai adattato e adeguato al sistema sociale e in conseguenza di cio’ sono rovinato sia a livello di riconoscimento culturale. ossia non sono riuscito a laurearmi e simultaneamente ho perso la possibilita’ di avviare delle attivita’. conclusione. dopo la morte dei miei genitori ( e la colpa della mia situazione e’ tutta dei miei genitori) mi sono ritrovato in totale miseria e su spinta di un mio zio sono finito in mano ai pschiatri che ricattandomi con dei soldi e tranquillizzandomi sugli effetti mi hanno fatto un iniezione di aloperidolo. Concludo. dopo questa iniezione il mio pene non va’ piu’ in erezione spontanea. ossia prima quando pensavo a fatti sessuali il mio pene andava in erezione dopo questa iniezione non piu’. cosa ne pensate amici.

Questi effetti collaterali si conoscono da ormai quasi un decennio ed è sufficiente qualche restrizione dietetica per contrastarli. Finiamola con questi scandali da novella 2000!

Ciao Emilio,
anch’io ho usato Zyprexa per un evento psicotico e ho avuto i conseguenti disordini metabolici e sessuali (non posso però dare responsabilità solo a Zyp) però lo Psichiatra del CSM dove sono in cura mi aveva fatto anche cenno di un farmaco più recente e con meno effetti collaterali; credo si tratti di aripiprazolo nome commerciale Abilify puoi chiedere.
Saluti alla prossima

prendo mezzo zyprexa da 5 mg, ma il mio psichiatra vorrebe che ne prendessi una da 10, ma ho il diabete e disfunzioni sessuali, ho provato a smettere zyprexa ma dopo 3 settimane sto male e devo ricominciare, sono schiavo

Ciao a tutti,
e grazie per avermi ospitato sul sito in modo da poter esprimere e confrontare le mie esperienze con quelle di altri pazienti e/o addetti ai lavori.
In fondo la comunicazione aiuta a confrontarsi con chi ha già vissuto altre esperienze e così poter affrontare le proprie sempre col rigore scientifico dei medici che valutano il caso ma anche con uno spunto ad analogie.
Ho deciso di non essere più così esigente (ma non rassegnato ;o)) sotto l’aspetto degli stimoli sessuali e di non fare paragoni col passato.
Le erezioni notturne anche se non frequenti si sono ripresentate e questo mi fa ben sperare su un soddisfacente recupero delle risposte sessuali del corpo nel tempo.
Tutto ciò senza fretta e soprattutto, laddove non viene riscontrata alcuna patologia, evitando farmaci di potenziamento maschile.
Gli psicofarmaci che ho assunto e che un po’ mi avevano intimorito non conoscendone il funzionamento ritengo siano stati degli alleati e lo saranno ancora (dovuti scongiuri ;o)) qualora si dovessero acuire eventi psicotici.
Ci sono patologie ben più gravi a cui va il mio rispetto e con l’auspicio di un Sereno Natale mando a tutti Voi i miei più cari saluti e ottime guarigioni.
A risentirci Mauro.

Ciao a tutti,
sono rientrato per aggiornarVi sui sintomi descritti nei mesi scorsi.
Beh credo di non aver sbagliato molto l’ultima volta, infatti da circa 2 settimane ho smesso di assumere i 2,5 mg/die di Zyprexa e cosa per me inaspettata anche quelle sporadiche erezioni notturne e mattutine sono sparite del tutto.
Questo per me significa che l’olanzapina stava aiutando qualche residuo meccanismo (dopaminergico?)fondamentale per le erezioni spontanee e che nel mio caso si è (speriamo non irreversibilmente) interrotto a causa di qualche altra molecola chimica o qualche altra causa di certo non psicologica.
Come capita in casi di T.S.O. vengono somministrate anche a dosaggi elevati sostanze come Valium. Largactil, Farganesse, Serenase, En ecc. e la mia impressione rimane quella che qualcuno di questi farmaci abbia sì contrastato l’evento psicotico ma mi abbia bombardato la sensibilità sessuale. Come dire ci sono andate giù di brutto!
Non mi deprimo ulteriormente e spero che con i dottori che mi hanno curato si trovi qualche buon rimedio non cronico (speriamo).Dare troppa importanza alla sessualità è per certi versi un po’ egoistico ma quando questa scompare del tutto si rischia di diventare troppo generosi, insomma il giusto dovrebbe stare nel mezzo.
Saluti a tutti mauro

Salve a Tutti. non sono un medico sono solo un ragazzo di 27 anni che 4 anni fa ha assunto lo Zyprexa per un periodo di circa 6 mesi, devo dire una cosa non conoscevo nulla di quel farmaco e mi veniva prescritto con una facilità tale ,insomma come prendere l’ aspirina. pero l’ ansia restava e in 3 mesi circa da 72kg sono passato a 93kg mi svegliavo di notte per mangiare ero gonfio come un pallone aereostatico piu mangiavo e piu avevo fame. dopo ho deciso di cambiare strada e passando molte ore dallo psicologo alla fine ho ripreso una vita nuova senza zyprexa. oddio ogni persona è diversa. con le mie parole non voglio dire che il farmaco in questione è un «veleno». sto solo raccontando la mia esperienza. comunque dopo aver sospeso lo zyp. sono ritornato in forma fisica ottimale (come peso) e per quanto la glicemia i valori erano e sono tuttora nella norma .
Spero solo che quando un medico con la laurea in bella vista appesa alle spalle rifletta un bel po prima di scrivere una ricetta sopratutto se nella lista c’ è lo Zyprexa.

Ciao a tutti,
ormai approfitto della possibilità di utilizzare questo spazio virtuale per poter esprimere le mie sensazioni di paziente ed essere così di sollievo e condivisione con chi si è trovato in situazioni di ansia-psicosi (o anche depressione) analoghe alle mie.
Ho riflettuto maggiormente sul mio velato amore-odio verso gli psicofarmaci che ho assunto e assumo ,sebbene abbia sempre nutrito un doveroso rispetto scientifico.
Fra tutti gli psicofarmaci assunti credo che Zyprexa, a parte la tendenza all’iperglicemia che si può monitorare con gli esami del sangue, abbia svolto e svolga su di me un ottimo lavoro di antipsicotico-antidepressivo.Un sincero riconoscimento va alla casa farmaceutica e a tutti i dottori-psichiatri illuminati che me l’hanno consigliato.
Tornando ai valori dei neurotrasmettitori da me tanto ricercati credo di aver capito qualcosa di più.Per curare l’evento psicotico-depressivo è stata una scelta necessaria assumere un farmaco come Zyprexa o equivalente al fine di rimodulare i valori dei neurotrasmettitori dopamina, serotonina, adrenalina, ecc fondamentali alle nostre funzioni vitali fra cui includo, anche se a mio dire non prioritaria, quella sessuale.
Se a risultato ottenuto qualche valore è serotoninergico o dopaminergico si è riequilibrato diciamo troppo per le nostre aspettative rispetto a come il fisico reagiva prima credo che vada accettato tutto con serenità.Se poi qualche valore di serotonina o dopamina dovesse essere necessario per una migliore sessualità come credo di aver capito allora va approfondito l’ aspetto della personalità necessario ad individuare i dovuti accorgimenti da apportare con stili di vita affetivi migliorati, di realizzazione lavorativa e/o di studio,oppure in casi più difficili con farmaci mirati a ristabilire un equilibrio perso.
Forse vi ho annoiati ma spero di non aver detto cose molto distanti dall’esperienza scientifica e con l’occasione invio a tutti cordiali saluti mauro.

Ciao a tutti ,con la presente credo di concludere la mia ricerca sulle disfunzioni sessuali arrecatemi dallo o dagli psicofarmaci.Non è che mi arrendo ma il meccanismo di pre-erezione peniena nelle varie fasi,ancor di più di quello clitorideo femminile, è molto complesso almeno questa è la mia impressione.Di certo prima di aver assunto gli psicofarmaci tutto funzionava bene. non avevo nè ho alcuna inibizione o blocco psicologico, per cui mi sembra logico ritenere che qualche psicofarmaco mi abbia fatto lo sgambetto!!Difficile per me stabilire in che modo e quantità di danno si sia verificato ma se qualcuno conosce casi simili è ben accetto un parere.Con l’occasione rinnovo i più cordiali saluti. mauro

Ciao a tutti,
ho cercato di approfondire un po’ di più le conoscenze circa gli effetti che gli antipsicotici (tradizionali e/o di nuova generazione)possano aver causato sul mio apparato genitale.
All’inizio mi ero soffermato forse sull’incolpevole olanzapina (zyprexa)in quanto lo psicofarmaco da me assunto per più tempo (2 anni)ma molto probabilmente non c’entrava nulla con le disfunzioni a livello sessuale che ho manifestato quasi subito dopo essere uscito dall’ospedale.
Infatti, in quanto antipsicotico non neurolettico di nuova generazione, l’olanzapina (ZYPREXA)secondo letteratura non blocca i recettori dopaminergici sulla via tubero-infundibolare (quest’ultima è proprio la zona del cervello deputata agli impulsi di libido ,erezione. ecc) come invece facevano i vecchi farmaci antipsicotici neurolettici tipo la clorpromazina (largactil) o l’aloperidolo (serenase).
In tal senso credo che siano state più invasive per l’apparato genitale le ripetute iniezioni di largactil e aloperidolo ricevute durante il ricovero in T.S.O. a seguito dell’evento psicotico.
Spero di capire meglio cosa possa essermi successo e laddove possibile porvi rimedio; per adesso mi ritengo un invalido sessuale in seguito all’assunzione di neurolettici.
Non sarà il peggiore dei disagi da sopportare ma comunque secondo me è un problema da analizzare comunque.

P.S.
Forse con l’introduzione dello Zyprexa intramuscolare si apporteranno molti benefici a quei pazienti che non avranno più a che fare col ben più invasivo largactil.
Cordiali saluti a tutti
mauro

In sintesi mi viene da chiedere se l’aumento di glucosio nel sangue, tipico dopo l’assunzione di olanzapina ai dosaggi di regime, possa in soggetti maschili mediamente sensibili causare neuropatie o angiopatie a livello dei tessuti del pene.

Ciao a tutti,
non voglio dilungarmi su terreni in cui non ho una solida base medico-scientifica ma volevo porre un interrogativo a chi fosse in possesso di risposte valide sotto il profilo scientifico circa possibili effetti nel tempo causati dall’olanzapina.
Tralasciando le interazioni benevole e transitorie coi recettori dopaminergici e serotoninergici mi incuriosiva conoscere qualcosa di più sulla c.d. sindrome dismetabolica causata dal farmaco in questione.
Più precisamente è possibile che, pur non avendo innescato il temuto diabete su un paziente,nell’arco di due anni di assunzione lo Zyprexa può aver tuttavia alterato la vascolarizzazione peniena compromettendo vis ed erezioni notturne ecc. ecc.?
Infatti dalla letteratura scientifica emerge che un tipico campanello di allarme dei pazienti che stavano arrivando al diabete erano proprio delle disfunzioni erettili che iniziavano in sordina.
In altre parole credo non si possa del tutto escludere che, anche non causando il temuto diabete (a cui risulta tendenzialmente rivolto)lo Zyprexa possa causare alcuni degli effetti collaterali della malattia come per l’appunto alterazioni di vascolarizzazione del pene.
In tal senso sarebbe a mio avviso anche superficiale assumere farmaci periferici pro-vascolarizzazione come viagra o levitra senza aver dapprima scientificamente capito se zyprexa possa aver causato modifiche irreversibili circa la vascolarizzazione peniena oppure no.
Se qualcuno ha riferimenti scientifici al riguardo è ben gradito un confronto di interesse collettivo e io rimango del parere che probabilmente zyprexa sia meno pericoloso per la femmina che per il maschio.
Cordiali saluti Mauro

Ciao a tutti,
sono rientrato per scrivere delle mie personali riflessioni sul meccanismo pro-recettoriale di Zyprexa (olanzapina).
A mio modo di vedere Z agisce con uno spettro d’azione molto ampio con un’affinità elevata rivolta si può dire a tutti i recettori ed in tal modo non ha un’azione sistemica mirata solo su quei recett. che necessariamente andrebbero captati per curare lo stato di alterazione del paziente.
L’aloperidolo pur con i suoi effetti collaterali aveva un ristretto campo d’azione e con ciò non legava in modo drastico per esempio coi recettori serotoninergici che nella sfera sessuale hanno la loro importanza per alcuni individui.
Concludendo ,premetto è un mio pensiero da paziente, penso che l’olanzapina così com’è potrebbe essere rivista nell’auspicio di un antagonismo solo verso i recettori strettamente necessari e non colpendo tutto quello che trova davanti!
Comunque di certo va dato merito all’olanzapina che col suo ampio spettro d’azione riporta la tranquillità e il buon umore.
Un saluto con simpatia a tutti
mauro
Grazie Zyprexa

Ciao a tutti,
le ultime informazioni dell’andrologo mi hanno rasserenato;infatti è certo che zyprexa per fare il suo lavoro di neurolettico inevitabilmente può »toccare» qualche recettore che origina anche impulsi sessuali ma questo non deve destare troppa preoccupazione.
Infatti assumendo un farmaco leggero come il Levitra 10mg (vardenafil)le erezioni peniene dovrebbero tornare regolari se non meglio di prima.
Saluti a tutti mauro

Ciao a tutti,
da quanto mi stanno informando i dottori è molto probabile che zyprexa abbia modificato in particolar modo l’accrescimento di dopamina e serotonina e in tal modo ha influito negativamente sul circuito sessuale.
Speriamo che non sia stata un’azione irreversibile di zyprexa e tutto torni come prima altrimenti c’è da pensare che sia castrazione chimica 😉

Buongiorno Carollo Giovanni,
cos’è la sindrome dismetabolica? può influire anche sulle funzioni degli organi genitali maschili?
Nel senso di scarsa Vis e scarsa potenza?pur con valori di prolattina nella norma.
Ciao grazie
mauro

Ciao a tutti,
di recente ho fatto le analisi del sangue per evidenziare i valori di Lh Fsh e testosterone nel sangue e tali valori sono tutti molto bassi pur se nei limiti;in particolare Lh si ferma a 1,6 con il limite minimo che è 0,8 e massimo 7.
Può essere possibile che qualche farmaco( magari l’olanzapina assunta per 2 anni di seguito) abbia alterato il funzionamento dell’ipofisi? o dell’ipotalamo? e quindi degli organi sessuali?
Se qualcuno conosce casi simili può farmene cenno
Grazie ciao mauro

La mia compagna sta prendendo lo Zyprexa da circa due anni, ma la vedo ogni giorno sempre più in confusione e con stati di ansia persistenti con crisi di forte asia.
Se qualcuno mi può consiglia un dottore in questo campo mi informi. Quello che leggo su questa medicina mi fà veramente pensare come viene consiglia con tanta facilità. Vi ringrazio anticipatamente e cordiali saluti.

Forse perchè si sapeva sin dalla commercializzazione che alcuni neurolettici ( anche i cosidetti atipici) possono causare disturbi metabolici (cd sindrome dismetabolica) in soggetti predisposti e ci sono dei precisi criteri per monitorare e valutare il rischio, ma l’uso di zyprexa è risultato fondamentale in patologie (schizofrenia, dist. deliranti e dist. bipolare) gravi in cui altri farmaci potrebbero essere gravati da altri disturbi. MA USARLI è NECESSARIO e utile, E CHI LO NEGA NON HA MAI CONOSCIUTO DAVVERO COSA SIGNIFICHI LA SOFFERENZA MENTALE

Qual è il modo migliore per creare un brand?

Nessuna delle due opzioni. Il branding inizia nella testa di ciascun potenziale cliente. Dopo tutto, la mente è il luogo dove ogni brand attecchisce, si perpetua o viene dimenticato.

È necessario anticipare il desiderio dei futuri consumatori e chiedersi: qual è la nostra proposta? Abbiamo inventato una nuova categoria? Siamo leader in questa categoria? Il nostro è un brand da co-leader come Pepsi? O siamo uno degli infiniti concorrenti?

I brand di maggior successo dominano le categorie di cui sono stati pionieri, riuscendo a prendere dimora stabile nell’immaginario collettivo: Google tra i motori di ricerca; Coca-Cola come produttore di bevande analcoliche; Uber nel settore dell’autonoleggio.

Da un punto di vista etico è magnifico che Google sia un’azienda onesta, eppure non è stata la liceità la caratteristica che l’ha resa la società più quotata del pianeta. È stato il suo dominio nel settore dei motori di ricerca a garantirle il primato.

Mentre altri vedevano i motori di ricerca come strumenti marginali all’interno di un portale, Google ha deciso di costruirvi sopra la propria proposta.

Per ripetere l’esempio di Google, il primo pensiero non dev’essere rivolto a questioni legate ai valori. Bisogna puntare alla testa delle persone. Com’è possibile concentrarsi su qualcosa che sia possibile manipolare col pensiero? Come si fa a rendere importante una nuova categoria?

L’obiettivo di un programma di branding deve coincidere con l’acquisizione di una posizione di leadership nella categoria prescelta. Ma…se qualcuno ha giocato d’anticipo? In tal caso, è necessario attivarsi per acquisire una solida seconda posizione. Come fare? È necessario agire e muoversi in direzione opposta rispetto al concorrente più quotato.

Per esempio, Red Bull è stato il brand apripista nell’ambito degli energy drink, divenendo rapidamente leader del mercato di riferimento. L’America ha visto la comparsa di migliaia di brand concorrenti di Red Bull nel campo della vendita di bevande energetiche. Praticamente tutti i brand applicavano un’efficace strategia che consisteva nel produrre la propria bevanda in lattine da 25 cl:il contenitore sottodimensionato creava la percezione che il contenuto fosse davvero potente, come un candelotto di dinamite.

Detto questo, qual è stato il brand ad appropriarsi con fermezza della seconda posizione nella classifica dei produttori di energy drink? Monster è stato il primo brand a produrre bevande energetiche in lattine da 50 cl. Al giorno d’oggi, Red Bull possiede il 45 percento del mercato nazionale, mentre Monster conserva il restante 37 percento.

L’attività di marketing deve prendere avvio ancor prima che un articolo venga progettato e messo in produzione. Prima che una società si metta a discutere sul prodotto e sulla confezione, dovrebbe avvalersi della consulenza di esperti di marketing che possano formulare una strategia mirata.

E qual è il piano di marketing più efficace?

Semplice: essere i primi a determinare una nuova categoria.

Un altro esempio: il consumatore medio reputa Chobani la prima azienda produttrice di yogurt greco, pur non essendo stata quest’ultima a commercializzare il prodotto fin dal principio. Il primo yogurt greco è stato messo in vendita da Fage (lo yogurt Chobani ha raggiunto gli scaffali dei negozi solo nove anni più tardi).

Quasi nessun consumatore sapeva che Fage fosse giunta prima di tutti, questo perché la scritta “Total” riportata sulla confezione del prodotto rubava la scena al nome dell’azienda (si trattava di un riferimento al contenuto di grassi dello yogurt). Questo gap ha spianato la strada all’avvento di Chobani, che sarebbe presto diventato lo yogurt greco “per eccellenza”. Dall’esempio sopra citato si evince quanto sia importante giocare sulla percezione del consumatore.

Che cosa succede se un’azienda commercializza un prodotto con ritardo? E cosa accade se esistono già altri due brand solidi nella stessa categoria? In che modo bisogna agire? Le possibilità sono due.

1. Creare una nuova categoria in cui sia possibile primeggiare.

Solo per citarne alcuni: Earth’s Best, principale produttore di cibi biologici per bambini; Horizon, pioniere del latte biologico; Silk, prima azienda nel campo del latte di soia. Tale opzione è la migliore ma non sempre è praticabile.

2. Restringere il cerchio.

BMW ha focalizzato la propria attenzione sulla “guida”, divenendo il brand produttore di veicoli di lusso più munifico al mondo dal punto di vista delle vendite. Dal canto suo, Subaru ha preferito porre l’accento sulle “quattro ruote motrici”, tramutandosi nel brand automobilistico di maggior successo nel mercato americano, in termini di aumento delle quote di mercato. Nel 2015 la casa giapponese ha addirittura surclassato Volkswagen, staccando le vendite della società rivale del 40 per cento.

In definitiva, è necessario avviare il processo di marketing concentrandosi sull’immaginario dei potenziali clienti. Successivamente, si può procedere a formulare le valutazioni di rito, cercando di capire quale posto si occupi effettivamente all’interno del pensiero delle persone e quale posizione si desideri acquisire. La vittoria non si ottiene sul mercato. Il podio si trova nell’immaginario della gente.

Cosa bisogna fare per conferire ad un prodotto lo status di brand di alta gamma?

Per quanto sembri ovvia, la risposta seguente è in assoluto la più efficace.

Il modo migliore per posizionare un articolo in cima alla classifica è apponendo un prezzo elevato sull’etichetta.

Il prezzo comunica un messaggio che agisce sulla psicologia del consumatore, che tende a considerare gli oggetti più costosi come garanzia di un valore elevato. I prodotti più economici sono invece percepiti come di livello inferiore. Un orologio Rolex è più prezioso della controparte Timex.

I consumatori non riescono a giudicare in maniera autonoma diversi prodotti appartenenti ad una stessa categoria. Pertanto, il prezzo diventa una scorciatoia utile a operare una distinzione tra i brand di terza, seconda e prima fascia.

Ovviamente, una volta acquisita la prima posizione, sarà necessario consolidarla offrendo un prodotto di qualità.

Un consumatore deluso da un articolo pagato a caro prezzo spargerà rapidamente la voce, facendo fallire rapidamente la sprovveduta compagnia.

Ecco alcuni esempi di aziende che operano nella maniera corretta:

Starbucks

Cos’ha permesso a Starbucks di diventare un brand di primo livello? L’eleganza degli interni? L’utilizzo di termini quali “barista”, “venti” e “grande?” Il logo della sirena verde? Si tratta di elementi efficaci ma superficiali. Ciò che ha permesso a Starbucks di diventare un brand leader nel settore delle caffetterie è stato il prezzo.

All’inizio il costo medio di un caffè era di un dollaro a tazza. Successivamente, l’azienda ha iniziato a moltiplicarlo, arrivando persino a quadruplicarlo. È addirittura nato il soprannome “four bucks” (quattro dollari). Starbucks è riuscita a creare nell’immaginario collettivo una nuova categoria di caffè di alta qualità, categoria dominata ancora oggi, riuscendo nel tempo a rincarare il prezzo offrendo numerose varietà e possibilità di scelta.

Grey Goose

Grey Goose ha seguito lo stesso esempio di Starbucks, applicandolo alla produzione della vodka. Per legge, la vodka è un distillato “inodore, insapore, incolore”. Poiché è difficile distinguere la marca di una vodka in base al sapore, anche in questo caso la valutazione avviene unicamente in base al valore della marca.

Basterà una bottiglia scintillante a conferire lo status di “premium” al vostro brand? No. Sarà necessario accompagnarla ad un prezzo alto. L’azienda svedese Absolut si inserì in un mercato dominato da Smirnoff e riuscì ad ottenere una posizione di primato commercializzando una bottiglia dipinta ad un prezzo elevato, circa il 60 percento in più rispetto al prodotto della compagnia russa.

Riavvolgendo rapidamente il nastro: il processo di branding dovrebbe cominciare dal prodotto o dai valori della società che lo produce?

Come ha fatto Grey Goose a imporsi come brand di primissimo livello? La vodka francese è forse superiore? No, è una questione unicamente legata al prezzo. Pagare una vodka Grey Goose il doppio rispetto ad un distillato Absolut crea nella mente del consumatore la percezione che la prima abbia un gusto migliore e più raffinato.

Ed è così che, al giorno d’oggi, è possibile suddividere anche la categoria della vodka in tre fasce: Smirnoff, Absolut e Grey Goose.

Mancanza di scelta

Spesso le aziende offrono ai consumatori troppe soluzioni tra cui scegliere. Per i prodotti di alto livello, alcune compagnie credono sia necessario mettere a disposizione un ventaglio di opzioni senza fine, applicando così una strategia tutt’altro che vincente.

Se si vuole essere percepiti come un brand di primo livello, bisogna fornire poche possibilità di scelta, soprattutto al momento del lancio iniziale.

Trovarsi di fronte a numerose varianti rende più impegnativa la decisione d’acquisto. Aggiungere alla schiera di prodotti un prezzo elevato assicura la catastrofe.

Si prenda ad esempio l’Apple Watch . funestato da un catalogo fin troppo nutrito. Ogni pezzo era costoso: una serie infinita di modelli il cui prezzo oscillava tra i $ 399 e i $ 17.000.

La maggior parte dei consumatori scelse di acquistare un Apple Watch il cui valore fosse compreso nella fascia di prezzo tra $ 399 e $ 599, cifre comunque notevoli.

Tuttavia, invece di provare soddisfazione per avere acquistato un prodotto di primo livello, il cliente ebbe l’impressione di aver comprato un Apple Watch a buon mercato.

Non andò meglio agli acquirenti del modello da $ 17.000, i quali si sentivano semplicemente stupidi ad aver speso una cifra esorbitante.

Sarebbe stato più oculato provvedere al lancio del brand fissando un prezzo unico e offrendo poche varianti, ovvero l’esatta strategia con cui Apple ha effettuato il lancio dell’iPhone.

-Laura Ries-

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Non parlate a voce troppo alta 😀

ciao Frank,
Sono un pincopallino di 22 anni che vorrebbe aderire a un programma di affiliazione x cominciare a sperimentare il web.
La mia passione è la crescita personale..
I prodotti sono video corsi sulla formazione. Il portale XXXXXXXXX e Variano dallo sviluppo personale, salute e benessere, business e marketing, web, e fotografia/video maker.
di prodotti ne hanno oltre 100. visto che sono troppi
io da affiliato vorrei concentrarmi solo su 3/4 corsi (se mi consigli meno, ne seleziono di meno) e vendo solo quelli. Quelli che reputo più adatti per giovani che si vogliono riprendere dalla merda in cui cresciamo.
vorrei mandare come messaggio l’importanza di formarsi a fine di allargare le vedute (come è successo a me) e darsi opportunità nuove.
(no spacchiarsi come fanno alcuni cazzoni semplicemente perchè ricevono un semplice attestato che possono usare x carta igienica, svergognando chi non ha avuto la possibilità, o chi non ha mai avuto modo di conoscere il mondo della formazione a causa dei loro limiti, inconsci)

Io vorrei focalizzarmi come target solo a ragazzi/e entro l’età dei 25 anni, (è un mio limite? O è un buon target per me 22enne??)

Io vorrei fare tutto con il mio nome, sperando che nel tempo mi associano a formazione x ragazzi.
Ma leggendo i tuoi articoli capisco che nel business la speranza può andare a fanc… E adesso resto indeciso sul nome.

Il messaggio è lo sviluppo personale, ma non mi viene in memte niente che reputo adatto.
New ability
Fuori dagli stereotipi
Piuchepossiamo
Livello superiore
Abbatti i limiti
Alza l’asticella
Vivi come vuoi tu
Gogo ragazzi
Questi sono alcuni che ho pensato. Ma piu ne penso e piu mi confondo.

Chiedo umilmente un tuo saggio consiglio

Il problema e che mi faccio le seghe mentali (per paura di non riuscire a posizionarmi prima di qualcun altro)

Io proverei con “Rizza la Mazza”, visto il target giovane.

Brand di focaccia al taglio nelle citta europee. Io non sono pizzaiolo ma ho questa 💡visto che per lavoro giro 6 mesi all anno giro francia, germania svizzera, e la pizza italiana è apprezzata da tutti.

Grande! Provaci ma studia bene i numeri e il marketing prima di partire buttando soldi 😉

E’ sempre un piacere leggere i tuoi articoli Frank.
( sempre ottimo acculturamento…… e anche gratuito, grazie )

Grazie a te Marco.

Ottimo spunto di riflessione. In termini pratici come aggiancare clienti che siano disponibili a spendere più del solito. …. cioè come far leva sul loro ego e portafoglio.

Devi imparare a fare marketing in termini pratici. Cioè aprire praticamente il portafoglio, portare praticamente il tuo culo in un posto dove lo insegnano praticamente e poi metterti a fare praticamente quello che hai imparato.

Ho un prodotto snobbato da tutti, che ha un potenziale enorme. Nn esiste sul mercato lo stesso prodotto perché fatto solo ad uso esclusivamente commerciale, da viaggio o da “rinforzo per il materasso principale, il prodotto in questione è’ un TOP o sopramaterasso che ha qualità uniche solamente perché chi lo ha fatto e un artigiano toscano è pazzo scatenato. Mai sentito di un materasso lavabile anti decubito trasportabile e che vi fa dormire sul vs materasso come fosse su una nuvola. ( e che dispositivo medico) il nome non so se suona bene materasso SEGRETO o MAGICO e il prezzo è’ un incognita. Meglio 990 euro o 1290 euro per il materasso matrimoniale. C’è da provare e capire. Non so come possa essere percepito dal pubblico, visto che il settore è veramente massacrato da robaccia che rompe la schiena. Grazie Alessandro

Il nome è una vera merda. Per il prezzo l’unico modo é testare.

Qs articolo è come cacio sui maccheroni in qs momento particolare della mia vita. Sto cercando di mandare a quel paese la famosa azienda tritacarne per poter uscire definitivamente dal tunnel di aziende che spremono e basta senza dare nulla in cambio. Infatti è solo nostra responsabilità se non ne usciamo. Grazie Frank per il tuo contributo sempre valido anche se a volte veramente del terzo millennio per la media italiana di riferimento. Veramente di cuore. Alessandro SAuta

Ciao Frank, ho letto il tuo libro e l’ho trovato illuminante a confronto di altri che non citerò, € 20,00 spesi molto bene. A parte i complimenti che ad una persona pragmatica come te lasciano abbastanza indifferenti, se non del tutto. Vorrei un tuo autorevole parere riguardo al settore dell’editoria di pregio che stò per intraprendere come venditore, hai ragione così ci chiamiamo e non commerciale, rappresentante e puttanate varie, dopo anni trascorsi nel settore telecomunicazioni. Considera che vivo in Puglia, zona bassospendente rispetto al Veneto.

Per editoria di pregio intendi andare in giro porta a porta a vendere bibbie e altri libri rilegati in pelle umana? In puglia? Ecco la fine che farai. https://www.youtube.com/watch?v=DpmMDroha5g

Togli domotica e metti “editoria di pregio” 🙂

Ciao Frank, non ho cliccato sul link perchè conosco la gag di Abbatantuono alla quale fai riferimento, ma ti prego, devo assolutamente fare una scelta ed alla mia età è importante cercare di sbagliare quanto meno possibile, il tuo parere per me sarebbe di grande aiuto ed estremamente apprezzato.

Ciao Frank, ho letto il tuo libro e l’ho trovato illuminante a confronto di altri che non citerò, € 20,00 spesi molto bene. A parte i complimenti che ad una persona pragmatica come te lasciano abbastanza indifferenti, se non del tutto. Vorrei un tuo autorevole parere riguardo al settore dell’editoria di pregio che stò per intraprendere come venditore, hai ragione così ci chiamiamo e non commerciale, rappresentante e balle varie, dopo anni trascorsi nel settore telecomunicazioni. Considera che vivo in Puglia, zona bassospendente rispetto al Veneto.

Ciao Frank sono Carmen,mi arrivano sempre le tue e.mail molto interessanti! Sono sul punto di riavviare la mia attività,si dico riavviare perchè 5 anni fa l’ho chiusa facendo alcuni errori da te elencati in precedenza.Non conoscendo le leggi del marketing oggi mi rendo conto che dovrei conoscere questo aspetto,se non altro capire bene da dove iniziare.volevo chiederti a tal riguardo tu conosci qualcuno nella provincia di Varese o Milano a cui io mi posso rivolgere? sai come si chiamava la mia attività in passato….IlPiccoloparadiso…,non è mai cresciuto…oggi si chiama LaRondinegioielli…addirittura ho trovato il dominio libero….l’ho comprato subito..continuerò a seguirti…grazie!

Carmen non c’è nessuno a cui tu possa “rivolgerti”. Se vuoi imparare a fare marketing per evitare di veder collassare nuovamente la tua azienda c’é il mio corso ==>http://www.marketingmerendacorso.com

Ciao Frank, sto pensando di produrre un brand di gioielli solo per spose quindi creare una nuova categoria. Ti seguo da tanto sarò presente sabato a Napoli e farò il possibile per frequentare anche marketing merenda… credi che come idea potrebbe funzionare? Ovviamente dopo la dovuta formazione

Costantino non basta solo dire “che non si fanno altre cose”. Nel settore gioielleria da sposa immagino che vi siano enormi player anche se non fanno solo quello con brand molto forti, suddivisi per fasce di prezzo. E mi sembra anche sempre ad orecchio che servano capitali interessanti per entrare in quel settore che è legato alla moda e all’uso di materie prime piuttosto costose. Così a orecchio mi pare un azzardo molto rischioso. Hai davanti Damiani, Bulgari, Cartier, solo per citare i più famosi…

Nel Brand Positioning è possibile che siano dei concorrenti a spingere? perchè hanno copiato il NOME quindi lo pubblicizzano! ma tu sei primo nella ricerca su Google per quelle keywords

La confusione non é mai una buona cosa. In generale “chi copia chi” é poco importante. Ciò che é importante é chi registra il marchio correttamente per primo e vanta diritti immediati anche sul nome a dominio (anche se lo hai registrato per primo).

L’articolo è interessante,
fa sempre bene rileggere concetti che trovi nei libri che consigli😊😊😊

La cosa che mi sorprende di più è il fatto che sei sempre sul pezzo, e sempre presente, sei il mio idolo 😁😁😁

Ti giuro mi hai fatto morire 🙂 caro Frank si hai ragione e proprio questo il mio momento bloccato, impaurito. forse perchè per i troppi errori commessi mi sono ritrovato con la mia attività che ti assicuro era l’esempio a perdere nel giro di un paio d’anni quasi il 40% del fatturato e nonostante tutte le nuove idee che immetto, a breve l’ultima e in una situazione di stallo. grazie del tempo dedicatomi e anche degli schiaffi 🙂 ti seguirò con attenzione e se sono in tempo parteciperò al tuo seminario.

Ciao Frank, ho ragionato su un prodotto, stingendo il focus a persone che acquistano già quel tipo di prodotto, ma vorrei aggiungere un particolare molto interessante.

Tramite una ricerca ho visto che esiste già ma è focalizzato nettamente su un altro tipo di clientela, che secondo il mio parere è poco interessata all’acquisto.

Quindi prodotto simile ma cambiando il target di clientela.

La mia domanda è… come cazzo parto con il business? Creando il nome o studiando la produzione del prodotto?

Io l’ho ragionata così:
Controllo se l’azienda che produce il prodotto ha un brevetto.
Se non ce l’ha registro il marchio e studio come produrle.
Ecc.

Se ha il brevetto come continuo?

“ho ragionato su un prodotto, stingendo il focus a persone che acquistano già quel tipo di prodotto, ma vorrei aggiungere un particolare molto interessante.”

Già qui sono andato in bagno a vomitare.

Scusa non mi sono spiegato bene.

Vorrei targhetizzare un prodotto in base al focus creando un brand ma spingendo molto di più sul direct marketing con la tecnica del +3-.

Cristian, il problema non è cosa tu voglia fare. Il problema é “Cosa conosci REALMENTE di marketing”. E dalla tua domanda così a orecchio, molto poco. Quindi se non ti formi PRIMA nel marketing e nelle vendite rischi solo di buttare soldi nel cesso, qualunque sia la tua idea.

Ho imparato qualcosa al Legend scorso e lo sto già mettendo in pratica, ma aspetto il corso di Riccione dove Frank ci ha promesso scintille, e quando Frank promette di solito …. da molto di più.

Ciao Frank,
mi occupo di viaggi per un’agenzia online che conosci bene, che ha sede vicino a Padova e ha molti promotori sparsi per l’Italia (e non solo) che vendono viaggi, condividendo le commissioni con l’agenzia madre. Qualche mio collega ha anche partecipato al tuo VV e qualche anno fa avevi contribuito alla formazione con materiale video sulla vendita (prima che diventassi un divo del marketing) 😛
A parte la specializzazione su una destinazione specifica o su una tipologia di viaggio (che con questa agenzia è possibile fare), non so come altro potermi distinguere nel mare infinito di agenzie di viaggi specializzate che già sono ultra presenti … tenendo anche conto che la tendenza è quella di by-passare l’intermediazione, prenotando ormai sul web per proprio conto.
Che faccio? Apro un bed&breakfast ai Caraibi così evito l’intermediazione?
La regola del “se non lo faccio non lo vendo” mi manda a male … come posso applicarlo al settore viaggi? (che non è differente, ma è un gran bordello di concorrenza e guerra dei prezzi?)
Se vorrai dedicarmi qualche minuto per rispondermi, te ne sono grata 🙂

Ramona ti sei risposta da sola. Il tuo é un settore di intermediazione che sta venendo disintermediato da internet. Non c’è molto da fare per differenziarsi. Se parlassimo di una consulenza specializzata qualcosa potrei anche tirare fuori ma la realtà é che internet ha reso le agenzie viaggi “comuni” mediamente inutili.

Ho un paio di idee che funzionano molto bene ma le tengo per i miei studenti. Sorry 😉

Grazie Frank per la tua risposta. Dovrò vendere un po’ di viaggi per poter diventare una tua studente il prima possibile.
Thanks 🙂

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